petsocietymagazine_design_covers
logobiancopet society

Pet Society

Magazine

Il magazine pet & human 


PETS & DESIGN
Il manifesto di una nuova estetica relazionale
21 aprile, ore 10
Palazzo Castiglioni

Ci sono momenti in cui il design smette di essere oggetto e diventa linguaggio.
E poi ci sono momenti, più rari, in cui diventa relazione.

Durante Salone del Mobile, mentre Milano si riempie di superfici perfette, materiali lucidati e visioni futuribili, accade qualcosa di più silenzioso ma radicale: il design scende dal piedistallo e si avvicina al pavimento. Letteralmente. All’altezza di uno sguardo animale.

 

PETS & DESIGN non è un convegno. È un cambio di prospettiva.
È il momento in cui il progetto smette di essere antropocentrico e diventa finalmente ecosistemico.

petsocietymagazine_salonedelmobile

Il punto di rottura: dalla funzione all’empatia

 

Per anni il pet design è stato un’estensione decorativa: cucce coordinate al divano, ciotole minimali, accessori instagrammabili.
Ma oggi sta accadendo qualcosa di diverso.

 

Il nuovo paradigma non progetta per gli animali, ma con loro.
Non è più questione di stile, ma di comportamento.
Non è più estetica, ma etologia applicata al progetto.

 

Le case diventano paesaggi sensoriali.
Gli oggetti si trasformano in interfacce emotive.
Il design smette di essere statico e inizia a rispondere.

 

Innovability: quando la tecnologia sente

 

Qui entra in scena una parola chiave: Innovability.
Non innovazione fine a sé stessa, ma innovazione che genera impatto.

Le tecnologie IoT, la digital health e il PetTech stanno ridefinendo il concetto di cura: non più reattiva, ma predittiva.
Non più invasiva, ma invisibile.

Dispositivi che leggono il comportamento prima ancora del sintomo.
Sistemi che trasformano dati in benessere.
Prodotti che non si limitano a esistere, ma interpretano.

 

Il futuro del pet design non è un oggetto bello.
È un oggetto che capisce.

petsocietymagazine_salonedelmobile_food
petsocietymagazine_salonedelmobile_dog
petsocietymagazine_salonedelmobile_cat

La casa come organismo vivente

L’architettura pet-friendly non è una nicchia.
È la nuova grammatica dell’abitare.

petsocietymagazine_salonedelmobile_green
petsocietymagazine_salodelmobile_utile
petsocietymagazine_salonedelmobile_inside

Le superfici diventano percorsi.
Le altezze diventano possibilità.
Gli spazi si stratificano in livelli di esperienza.

La casa non è più uno spazio da condividere, ma un sistema da negoziare.
Un equilibrio sottile tra bisogni umani e istinti animali.

E in questo equilibrio nasce una nuova estetica: meno controllo, più ascolto.

petsocietymagazine_salonedelmobile_cinema

Il design come narrazione emotiva

C’è una scena che si ripete in tutte le case:
un cane che si accuccia dove arriva la luce,
un gatto che occupa il punto più alto della stanza,
un oggetto spostato, adattato, reinterpretato.

Questo è design.
Non quello che disegniamo, ma quello che accade.

La fotografia, la narrazione, la memoria visiva entrano nel progetto.
Gli animali non sono più soggetti da rappresentare, ma co-autori dello spazio.

 

Il design diventa cinema:
inquadrature, movimenti, imperfezioni vive.

 

La fine del confine

Il vero trend?
La scomparsa del confine tra umano e animale.

Non più “pet allowed”.
Ma pet included.

 

Non più prodotti separati.
Ma sistemi ibridi.

Non più mercato di nicchia.
Ma cultura diffusa.

pet societymagazine_salonedelmobile_cat

Il 21 aprile non si parla di animali. Si parla di noi.

 

A Palazzo Castiglioni si incontrano designer, architetti, innovatori, narratori.
Ma soprattutto si incontrano visioni.

Visioni che hanno capito una cosa semplice e rivoluzionaria:
il modo in cui progettiamo per gli animali racconta esattamente il tipo di umanità che vogliamo essere.

 

PETS & DESIGN è un manifesto.


Di un design che non domina, ma dialoga.
Che non impone, ma osserva.
Che non separa, ma connette.

E forse, per la prima volta,
il futuro del design
non è più una questione di forma.

Ma di relazione.

È lo stesso momento in cui il design, quello vero, smette di essere superficie e diventa intenzione.

 

Dentro questa sospensione—nel cuore del Salone del Mobile—prendono forma le voci di chi quel cambiamento lo sta già costruendo. Non semplici relatori, ma interpreti di un passaggio culturale: ognuno con il proprio linguaggio, ognuno con la propria ossessione, ognuno con un modo diverso di leggere la relazione tra umano, animale e spazio.

 

Quello che segue non è un elenco.
È una composizione.
Di visioni, prima ancora che di persone.

Ecco le voci che danno forma a questa nuova grammatica del progetto: prospettive diverse, ma unite da un’idea comune—che il design, oggi, è prima di tutto relazione.

 

Mirko Bretto
Nato nello stesso anno dell’Atari 2600, Mirko cresce con l’idea che la tecnologia sia un gioco serio: oggi trasforma intuizioni in prodotti premiati ai CES Innovation Awards, muovendosi tra IoT, PetTech e impatto sociale. La sua visione ha un nome preciso—Innovability—ed è il punto in cui il futuro smette di essere promessa e diventa responsabilità concreta.

 

Paola Daffunchio
Da oltre vent’anni lavora nel punto esatto in cui l’educazione incontra la relazione: dall’agility alla pet therapy, fino ai protocolli sviluppati con l’Università di Milano. Il suo sguardo è quello di chi ha visto nascere il comportamento, letteralmente—osservando cuccioli, leggendo segnali, traducendo il linguaggio invisibile tra cane e umano.

 

Federica Farini
Scrive, coordina, racconta—ma soprattutto interpreta. Tra astrologia e relazione animale, Federica costruisce ponti inaspettati: dalle stelle al comportamento, dalla narrazione alla cura. Con “Astrobau” dà voce a un’idea sottile ma potente: che anche il legame con gli animali abbia una sua orbita, un ritmo, una direzione.

 

Alessandro Gorla
Designer e fondatore di Studio Algoritmo, lavora come se ogni oggetto fosse una storia da attivare. Nei suoi progetti—come Pancuccia per United Pets—l’ironia incontra la funzione e diventa esperienza: non semplici prodotti, ma micro-narrazioni quotidiane che mettono in dialogo persone e animali.

 

Federica Maiolo
Architetta e fondatrice di AUA | Architettura per Umani & Animali®, legge la casa come un ecosistema emotivo prima ancora che fisico. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra progettazione e etologia felina: spazi che non si limitano ad accogliere, ma interpretano comportamenti, abitudini, equilibri invisibili.

 

Cristina Rivolta
Da oltre vent’anni guida United Pets portando il design nel mondo animale con uno sguardo giocoso e internazionale. Il suo lavoro è una regia continua tra estetica, funzione e cultura del progetto—un linguaggio visivo che attraversa più di 40 Paesi senza perdere leggerezza e identità.

 

Paola Maria Stella
La sua fotografia nasce dai matrimoni, ma trova la sua verità nelle case: dove gli animali non posano, ma vivono. I suoi scatti non cercano perfezione—cercano memoria, luce, movimento—trasformando ogni immagine in un racconto autentico, dove il design è sfondo e la vita accade davanti.

 

 

 

A tenere insieme queste traiettorie, a orchestrare il ritmo tra visioni, linguaggi e punti di vista, sarà Davide Cavalieri, voce, regia e sguardo critico capace di attraversare mondi diversi senza mai semplificarli. 

Il suo ruolo non è solo moderare, ma creare connessioni: 

far emergere ciò che sta sotto la superficie, dove il design incontra davvero la vita.

 

In questo scenario si inserisce anche il lavoro di ACAD, da sempre attenta a intercettare e interpretare i cambiamenti della cinofilia contemporanea. Non come osservatore esterno, ma come parte attiva di un’evoluzione che mette al centro il benessere del cane in tutte le sue dimensioni: fisiche, comportamentali, relazionali.

 

Perché se il design oggi si sta trasformando, è anche grazie a chi, da anni, lavora per leggere prima degli altri i segnali del cambiamento.
E tradurli in cultura.